domenica 8 aprile 2018

Margherita Buy a Busca

Busca, porta di ingresso alla Val Maira, appare come una piccola Haven, la cittadina americana in cui si svolgono le vicende narrate da Stephen King in Colorado King. A Busca non solo non manca niente (a parte forse il mare o almeno un bel lago) ma ospita in una piccola via parallela a quello che i lombardi definiscono corso un piccolo gioiello: il cinema Lux. Per la storia completa del cinema di Busca vi rimando al volume, pubblicato lo scorso anno, che ha celebrato i sessant'anni di questa istituzione Il libro, edito da Rocchia, si intitola A ciascuno il suo Lux : i sessant'anni del Cine-teatro Lux di Busca e può essere preso in prestito in Biblioteca a Busca o acquistato al cinema.
Non tanti anni fa questo piccolo cinema ha rischiato la chiusura ma grazie ad un gruppo di volontari, riunitisi in breve tempo in un Circolo Culturale associato all’ANCII, ha trovato nuova linfa ed è una realtà vitale, energica e tangibile all'interno della città. Entrare al Lux è come entrare in casa di un amico appassionato di cinema. Vi parlerò in un altro articolo di questo cinema, perchè l’ho amato dal primo sguardo e perché è la dimostrazione che a volte, “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Grazie al sogno e all'energica perseveranza di Comune di Busca e Circolo Méliès, il Premio Cinematografico Alpi del Mare - Città di Busca giunge quest’anno alla seconda edizione ed ospiterà il 14 aprile Margherita Buy. Il premio, nato lo scorso anno come coronamento dei gloriosi sessant'anni di vita del cinema, ha l’intento di riconoscere il merito di un personaggio del cinema che si è distinto nella sua carriera. E se lo scorso anno mi ero precipitata a prenotare i posti per vedere dal vivo Giuseppe Battiston di cui mi ero perdutamente innamorata vedendolo per la prima volta in Agata e la tempesta, quest’anno non sarò da meno. Credo sia preziosa la possibilità di assistere ad una premiazione durante la quale il nostro attore preferito, o comunque un attore che ci ha regalato momenti di serenità o riflessione (Margherita quanto ti ho amata in Giorni e nuvole!) è presente. In questa occasione, sul palco accanto a Margherita Buy, ci sarà il critico cinematografico Steve Della Casa e dopo la premiazione e l’intervista sarà possibile assistere alla proiezione di "Mia madre" di Nanni Moretti. La consegna del Premio è il preludio ad una retrospettiva dedicata alla Buy che si terrà al Lux nelle settimane successive alla premiazione. Dal 14 maggio verranno proiettati, con cadenza settimanale: "Io e lei" di Maria Sole Tognazzi, "Questi giorni" di Giuseppe Piccioni e "Piccoli crimini coniugali" di Alex Infascelli.
Se non volete perdere questa occasione vi consiglio di prenotare il prima possibile telefonando allo 349.1817658 o inviando un’email a direttivo@cineclubmelies.it
Il costo dell’evento è 8 € e se siete amanti del cinema non potete perderlo perchè il clima che si respira al Lux parla di amore incondizionato per la “settima arte”.


venerdì 9 marzo 2018

Orologeria Romana in Via Peveragno

Dopo più di un anno nella Granda, ho scoperto che vivo ancora con disagio la mancanza di familiarità con l'ambiente che mi ospita. Nata e cresciuta nello stesso paese ligure in cui sapevo esattamente chi contattare se mi si rompeva un elettrodomestico, a quale banco del mercato rivolgermi per comprare anche l'oggetto più inutile, ho constatato più volte che alcune volte qui mi sento ancora persa. 
È capitato a Natale quando volevo regalare un grembiule ricamato ma non riuscivo a ricordare dove avessi visto il negozio, mentre continuava ad affacciarsi alla memoria l'immagine della ricamatrice nel caruggio della mia città, è capitato quando dovevo fare il duplicato di una chiave e di nuovo recentemente quanto mi si sono rotti contemporaneamente due orologi. Ricordavo di aver visto un'insegna "orologiaio" nelle mie peregrinazioni ma nella mia mente l'immagine non riusciva a localizzarsi spazialmente, quindi ho interrogato Google, delle cui recensioni ho abbastanza fiducia ed ho scelto tra le botteghe segnalate quella che sembrava essere più adatta a me. I miei passi mi hanno portata in via Peveragno, principale via di accesso al centro di Cuneo sin dal medioevo, dove si trova la bottega di Valerio Romana. Come per i gioiellieri, anche qui si suona per entrare e ci si ritrova in una bella bottega, con ampie e luminose vetrinette che espongono pendole ed orologi. 
La prima volta ci arrivo di sera, convinta di aver preso tutti gli orologi, invece mi ritrovo in borsa solo lo smartwatch Pebble 2, acquistato con kickstarter, su cui è caduto rovinosamente Mr. G. L'orologio ha il vetro completamente incrinato e non funziona più. Mentre attendo il mio turno, rovisto incessantemente nella borsa fino ad accorgermi dell'assenza dei miei due orologi. La prima informazione che vi trasmetto è che l'orologeria Romana ripara solo movimenti meccanici siano essi automatici o a carica manuale, quindi sono esclusi tutti gli orologi di altra natura.
La mattina successiva, sabato, torno finalmente con i miei due orologi: un Breil che possiedo da quando avevo 16 anni a cui si è rotto, dopo un anno dall'ultima riparazione, il cinturino e un orologio simil steampunk acquistato in una fiera che mi piace molto, anche se non è di marca. L'orologiaio guarda gli orologi, mi propone il pomeriggio come data di consegna di entrambi e, vista la mia impossibilità, mi suggerisce di tornare dopo due ore.
Non mi dispiace passeggiare sotto i portici di Cuneo, scoprire nuovi angoli, mentre aspetto gli orologi. Non sono puntualissima, faccio passare 2 ore e mezzo quasi prima di tornare in via Peveragno. Gli orologi sono pronti, già nel sacchetto. La spesa totale è di solo 6 €.
Dopo la mia esperienza, nel caso aveste bisogno di un orologiaio, non posso che consigliarvi Valerio Romana per la precisione, la rapidità e l'onestà. Visto che nel frattempo si è rotta anche una piccola collana che indosso sempre, e che devo far rodiare un anello, penso che presto proverò anche i servizi di gioielleria per confrontarli con quelli liguri.
Mentre stavo finendo l'articolo, alla ricerca di immagini da inserire, mi sono accorta che la bottega di Valerio Romana ha un sito molto accurato in cui viene raccontata la storia dell'orologeria, mentre sulla pagina FB vengono spesso pubblicate fotografie di riparazioni e sistemazioni di orologi. Per completezza di informazione, e perchè l'ho scoperto leggendo il sito, vi segnalo che l'orologeria Romana ha due sedi a Cuneo. La prima in Via Peveragno 15, la seconda in Via Roma 37.
L'orologeria in Via Peveragno è aperta dal martedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle 19.30.

[Note. Ho utilizzato spesso il termine bottega anziché negozio perchè trovo che più rappresenti la tradizione e l'artigianalità, in cui spesso risiede l'eccellenza.]

Crediti sulle immagini.
Tutte le immagini sono tratte dal sito: http://orologeriaromana.it/






venerdì 2 marzo 2018

8 marzo e dintorni: 2018

Ricordo che lo scorso anno avevo aspettato ansiosamente l'arrivo di marzo. Infatti il post che avevo scritto ad inizio mese era decisamente primaverile, quasi interamente dedicato ad escursioni all'aria aperta dalla giornata dedicata alle ferrovie dimenticate, alle escursioni con FIAB, con il FAI ed ultimo ma non per importanza con gli appuntamenti organizzati dal Comune di Cuneo dedicati all'8 marzo. Quest'anno, complice anche l'abbondante nevicata, sento la primavera talmente lontana che quasi dimenticavo fossimo così vicini a marzo. Mentre scrivo l'articolo, sempre in anticipo rispetto alla data di uscita, fuori dalla finestra c'è la neve e forse era nevicato anche lo scorso anno, proprio il giorno dell'escursione dedicato alle donne di Cuneo, ma era stata una nevicata lieve, un gioioso saluto del fratello inverno. Quest'anno l'inverno sta salutando sbattendo ben forte la porta.
Confidando di trovare in marzo temperature più clementi, segnalo alcuni degli appuntamenti del ricco calendario di 8 marzo e dintorni che quest'anno rifletterà sul ruolo della donna nella cosa pubblica, a partire dalla presentazione delle 21 donne Costituenti. Ed è stato durante il primo appuntamento di oggi che Livia Turco ci ha parlato delle madri costituenti, elette all'Assemblea Costituente, che si fecero portavoce delle esigenze, fino a quel momento inascoltate, delle donne, madri, figli, mogli, lavoratrici, studentesse italiane, chiedendo uguaglianza tra i sessi, tutele lavorative, sostegno familiare, garanzie per la maternità e pari opportunità formative e professionali. Secondo Lucia Motti, responsabile dell'archivio storico delle donne della Fondazione Istituto Gramsci, le costituenti sentirono "molto fortemente su di loro il peso di dover rappresentare un intero universo femminile fino a quel momento escluso dalla vita politica ufficiale". Nel caso vi foste perse l'incontro in fondo all'articolo inserisco una bibliografia minima e il link ad un bellissimo documentario Rai che, personalmente, mi ha fatto emozionare.
Sabato 3 marzo tornano le visite guidate Donne alla scoperta della città, grazie alle quali verremo a conoscenza della storia e delle vicende di Cuneo attraverso la voce e le azioni di grandi donne come Alice Schanzer, Bettina ed altre. Vi rimando per approfondimenti al racconto dell'esperienza che avevo vissuto lo scorso anno e ve le consiglio di cuore. Le visite sono gratuite ma la prenotazione è obbligatoria. I turni di visita sono due, uno alle 10 e uno alle 15. I riferimenti per prenotare sono due: cellulare (366.936124) e posta elettronica (cegat@cegat.it). 
Informazioni sull'incontro del 4 marzo, Donne alla scoperta dei musei della città è stato anticipato con un breve articolo già il 26 febbraio, per permettere a più lettori di partecipare, vista la necessità di prenotare entro il 1 marzo. 
Giovedì 8 marzo ci sono talmente tanti eventi programmati che vi esorto a consultare il programma ufficiale. Si va dalla possibilità di accedere al Centro Sportivo Roero gratuitamente per un massimo di due ore, spogliatoio compreso, alle visite guidate gratuite in molti musei della città. È quasi sempre necessaria la prenotazione e la scelta è limitata a due sedi: il Complesso monumentale di S. Francesco e il Museo Casa Galimberti. Accanto a nuoto e visite ci aspettano anche uno spettacolo teatrale ed un incontro di approfondimento. 
Scorrendo il programma mi è dispiaciuto constatare la mancanza di un bellissimo appuntamento presente nella scorsa edizione: la tenda rossa. Era stato un incontro emozionante, estremamente formativo e che mi aveva lasciata temprata e cosciente di me. In effetti quest'anno La Casa del Fiume è presente soltanto nella giornata di sabato 10 marzo con quella che, immagino, sia una passeggiata alla scoperta degli scorci e dell'ambiente del Parco. Il fiume dipinto - I paesaggi di Alice Schanzer è l'appuntamento all'interno del Parco fluviale per il quale è necessario effettuare la prenotazione entro il 3 marzo. 
Tralascio di elencare gli altri appuntamenti che si svolgeranno nelle settimane successive, confidando di riuscire a partecipare a qualcuno e certa di avervi comunque fornito alcune informazioni utili.


Bibliografia minima (le prime due risorse sono gratuite e liberamente accessibili)
Documentario Rai Storia
Donne della costituente, Biblioteca del Senato.
Fondazione Nilde Iotti, Costituenti al lavoro. Donne e Costituzione 1946-1947, Guida Edizioni, 2018.
Anna Maria Bernieri, Madri costituenti. Storia di una speranza incompiuta, MdS Editore, 2017.
M.T. Morelli, Le donne della Costituente. Con DVD, Laterza, 2007.
Grazia Gotti, 21 donne all'Assemblea, Bompiani, 2016.
Nadia Gallico Sprano, Mabrúk: ricordi di un'inguaribile ottimista, Am&D Edizioni, 2016.


lunedì 26 febbraio 2018

Donne alla scoperta dei musei della città


Vi avviso. Questo non è un articolo ma una piccola anticipazione dell'articolo molto più approfondito, dedicato alla serie di appuntamenti 8 marzo e dintorni che uscirà venerdì.
Tra gli appuntamenti elencati nel calendario quello al Museo Diocesano del 4 marzo richiede la prenotazione.
Pur notando un'incongruenza tra la data entro la quale effettuarla indicata nella comunicazione ufficiale (1 marzo) e quella indicata nel manifesto (2 marzo) vi segnalo comunque l'evento.

La visita guidata e gratuita all'interno del Museo Diocesano si svolgerà domenica 4 marzo in due turni, il primo di mattina alla 10 il secondo nel pomeriggio alle 16. Visto il numero esiguo dei posti a disposizione (20 per turno) è consigliabile prenotare il prima possibile per avere la possibilità di visitare il Museo con un punto di vista differente. Saranno i racconti delle donne a guidare la visita, non solo sante ma anche sofferenti e pellegrine. Durante questi percorsi tematici ho notato quanto spesso la Storia assuma un altro sapore se raccontata partendo dalle persone. 

Le visite possono essere prenotate telefonicamente (martedì e giovedì) allo 0171.480612 o per email info@museodiocesanocuneo.it. 

La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.
(Miguel de Cervantes)

venerdì 23 febbraio 2018

Agrispesa


Prima di tutto mi scuso per l’assenza dal blog ma quest’anno questa influenza mi indebolita tantissimo. Al momento sono alla prima ricaduta e mi sono sentita molto peggio che durante il primo episodio influenzale. Teoricamente sarei in fase di ripresa ma visto come mi sento, dopo quasi 10 giorni di malattia, non confido di riuscire ad essere costante con le uscite anche se cercherò di programmare qualche articolo anche in previsione di tutti gli appuntamenti previsti per l’8 marzo.
Terminato il preambolo, inutile ma doveroso, oggi voglio parlarvi di Agrispesa che mi permette tutte le settimane (o quasi) di avere sulla mia tavola prodotti freschi, genuini e molto spesso per me sconosciuti e che mai avrei acquistato. Anche se i mercati locali sono molto diffusi e permettono di acquistare frutta, verdura, formaggi e spesso anche carni e pesce direttamente dal produttore, abbiamo deciso di provare ad iscriverci al servizio offerto e decidere poi se usufruirne o no in maniera continuativa. Le aspettative non sono rimaste deluse perchè la merce è di ottima qualità, abbondante ed offre un’eccellente varietà stagionale. Prima di ricevere il pacco di Agrispesa non avevo mai visto (e alcune volte neanche sentito parlare) di alcune verdure che poi ho imparato a conoscere ed apprezzare. Per la prima volta da quando sono qui, finalmente ho potuto di nuovo preparare il pesto con il cavolo nero, che il bravissimo verduraio del paesello in cui vivo non riusciva a procurarmi, ho assaggiato il cavolo arancione e le patate rosse e in quest’ultimo pacco mi sono ritrovata il truset e il papavero selvatico. Fortunatamente i prodotti di Agrispesa, che arrivano ben confezionati in scatole di cartone suddivise in comodi scomparti, sono sempre accompagnati dal Foglio spesa in cui vengono suggerite molte ricette da realizzare con ingredienti contenuti nella scatola che si è appena aperta. Interessanti sono le notizie dai produttori e le informazioni sui prodotti che abbiamo ricevuto. 
Confezionamento formaggi
Agrispesa offre diverse tipologie di abbonamento, che è estremamente personalizzabile, non solo per la qualità e quantità dei prodotti ma anche per la periodicità. Più di un anno fa, quando è iniziato il nostro rapporto con Agrispesa, avevamo scientemente preferito lasciar selezionare a loro i prodotti principalmente perchè nessuno di noi soffre di particolari intolleranze e perchè ci piaceva l’idea di poter scoprire nuovi sapori ed odori. Abbiamo preferito iniziare con quello che il sito definisce “Facciamo noi media” e che contiene 4 uova, dai 4 ai 5 kg di verdura, 3 kg di frutta, circa 1 g di carne e 400 gr di formaggi o salumi. In pochissimo tempo ci siamo accorti che per due persone come noi che raramente sono contemporaneamente a casa a pranzo più di tre giorni a settimana quel pacco settimanale era troppo e rischiavamo di congelare o peggio buttare molte cose. Da più di un anno riceviamo quindi il pacco più piccolo, che consumiamo nell’arco di circa 15 giorni, periodicità del nostro abbonamento. La cosa bella di Agrispesa è che si può decidere quanto spesso ricevere il pacco, si può cambiare l’indirizzo, si può sospendere la spedizione se si parte per un viaggio. Intuisco la domanda...e i costi? I costi del singolo prodotto sono indubbiamente più alti rispetto a quelli dei supermercati o dei piccoli mercati locali ma al costo dei prodotti va aggiunto il servizio offerto e le spese di trasporto. Forse, anche in considerazione del fatto che la filiera di distribuzione di Agrispesa è più corta rispetto a quella del verduraio sotto casa, i prezzi potrebbero essere leggermente inferiori MA continuiamo ad acquistare da loro perchè i servizi offerti, la comodità del ricevere la merce direttamente a casa (o sul posto di lavoro) e la qualità dei prodotti freschi e locali ci soddisfano e giustificano il prezzo leggermente superiore.
In alcune città (tra cui la mia Zena), sono già un paio di anni che Agrispesa effettua le consegne in bicicletta, fedele a quella che è la missione di questa associazione di agricoltori nata a Magliano Alfieri con 10 aziende che condividevano un’idea: quella di portare sulla tavola delle persone cibi prodotti con cura ed attenzione. Agrispesa nacque soltanto nel 2003 dopo la visita a Cornale di alcuni agricoltori giapponesi delle associazioni Radish Boya e Daichi wo Mamoru Kai. Vi invito a leggere la storia sul portale perchè è davvero interessante.
In questo articolo non ho inserito volontariamente i costi perchè variano a seconda della tipologia di abbonamento che desiderate provare (esiste anche il pacco vegetariano senza carne) e sono ben indicati sul sito.
Per gli amici liguri...Agrispesa consegna anche a Genova e a Chiavari!


venerdì 26 gennaio 2018

In bicicletta nel Parco fluviale

Quest'anno anche se le temperature sono molto lontane da quelle della mia Liguria, l'inverno è stato abbastanza clemente. Da quando ho scoperto il telo copri parabrezza non devo più affannarmi a scrostare il ghiaccio al mattino ed affronto le giornate con un sorriso più luminoso. In attesa di avere il coraggio (e soprattutto i soldi) di acquistare una nuova bicicletta, ho avuto la possibilità di godermi questi ultimi fine-settimana di sole approfittando del bellissimo servizio offerto dal Parco fluviale. All'interno della Casa del Fiume, vicino alle piscine, è possibile noleggiare una MTB e tenerla tutto il giorno pagando veramente pochi Euro: mezza giornata di noleggio costa 3 €, l'intera giornata 5 €. Inoltre è possibile acquistare al costo di 40 € una tessera annuale che ha la validità dell'anno solare e che permette il noleggio delle MTB in qualsiasi punto di noleggio del Parco. La tessera è davvero conveniente perchè le biciclette sono in ottime condizioni e permettono di riprendere gradatamente a pedalare senza dover acquistare una bicicletta. Se poi si vive a qualche chilometro da Cuneo, questa soluzione è molto comoda. Il Parco ospita quasi 1 km di percorso riservato alla MTB e circa 30 km di percorsi ciclopedonali.
Per chi come me vuole semplicemente godersi il panorama con calma, respirando a pieni polmoni questa fresca aria invernale, ci sono a disposizione delle piccole guide sia in formato cartaceo che digitale. Queste ultime sono corredate da traccia GPX, così si possono scaricare agevolmente sul cellulare e, suppongo siano un buon aiuto. Tutti i percorsi partono da Cuneo ma essendo i punti di arrivo diversi, è possibile iniziare a pedalare da qualsiasi altro punto noleggio del Parco (Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Roccasparvera, Sant'Albano Stura). Io, come si dice a Genova, sono andata un po' "all'orbetta", non seguendo nessun percorso, non scaricando il GPX e cercando di non allontanarmi troppo perchè sono davvero fuori allenamento. Posso testimoniare, però, che ogni percorso è accuratamente segnalato ce sono presenti in tutto il Parco esaustivi sistemi di cartellonistica che ci aiutano a scoprire anche gli aspetti dell'ambiente che ci circonda. Per chi è abituato a vedere il mare nella linea dell'orizzonte, è un'esperienza unica: l'ambiente che ci abbraccia è affascinante e maestoso. 
Per i pigri segnalo la possibilità di noleggiare una bicicletta a pedalata assistita ( 25 € mezza giornata, 35 € un giorno) telefonando allo 0171696206. L'ATL di Cuneo ha specificato che la prenotazione deve avvenire almeno 36 ore prima del noleggio. La bicicletta a pedalata assistita viene consegnata e va riportata alla bike room, presso la casa del turismo, in Via Pascal 7 a Cuneo. Il noleggio delle biciclette a pedalata assistita è gestito da Conitours che lo scorso anno ha lanciato un progetto davvero interessante per incentivare la scoperta del territorio e delle sue eccellenze: CuneoAlps. Nel mese di maggio avevo partecipato ad uno degli eventi a Pradleves e mi era dispiaciuto molto constatare che in quella giornata le presenze erano state davvero scarse. Il sito di CuneoAlps sarebbe forse da migliorare ma il concetto cardine del progetto potrebbe davvero far decollare il turismo. Appena ho cominciato a frequentare la Granda, quasi sei anni fa, la prima cosa che ho pensato è stata: che posto da bici! Un po' perchè abituata alle salite liguri un terreno quasi interamente pianeggiante sembrava ammiccarmi, un po' perchè mi ha ricordato moltissimo, per i piccoli paesi sotto le montagne, la bellissima ciclabile del Danubio, percorsa un po' di anni fa. Diciamo che per il Parco fluviale il noleggio di una bici elettrica mi pare eccessivo ma a Pradleves ne ho apprezzato davvero le potenzialità perchè sono riuscita a percorrere sterrati e pendenze per me inimmaginabili. Tra i buoni propositi dei prossimi mesi c'è quello di testare i punti di noleggio di Cuneo Alps per verificare se sia fattibile organizzare una piccola vacanza in bicicletta senza troppa fatica.


giovedì 18 gennaio 2018

La Shoah delle ragazze

Tra i mille libri che mi costrinsero a leggere durante gli anni dell’obbligo scolastico, quello che ha contribuito a rendermi compulsiva ed onnivora fu Se questo è un uomo. La lettura di Levi provocò in me tantissimi interrogativi e domande che mi trasformarono in una lettrice esigente, attenta e a volte anche leggermente spocchiosa. Tanto e tale fu l’impatto di confrontarmi con quel periodo storico, che mi feci regalare un ciondolo con la stella di David che ho portato al collo per tanto tempo. Quando mi chiedevano se fossi ebrea rispondevo, con l’innocente orgoglio dei 16 anni, che non lo ero ma condividevo le sofferenze del popolo ebraico. Questo breve incipit di natura personale per far capire che questo articolo è molto vissuto e sentito.
Solo nel 2005 venne identificato il 27 gennaio, giorno in cui l’Armata Rossa liberò il campo di Auschwitz, per ricordare la Shoah. Venne così istituita la Giornata della memoria e da allora tutti i bambini e ragazzi delle scuole dell’obbligo devono confrontarsi per molti giorni, spesso senza essere stati adeguatamente preparati emozionalmente, con libri pensati per loro, almeno a livello editoriale. Credo non sia facile parlare della Shoah con i ragazzi e credo addirittura possa essere controproducente alcune volte. Quando mi sono imbattuta in Matteo Corradini me ne sono innamorata. Matteo si occupa di didattica della memoria e grazie ai suoi libri, è davvero possibile far scattare nei ragazzi quell'empatia necessaria a fargli capire che gli avvenimenti che gli raccontiamo, anche se per loro sono lontani nel tempo, sono accaduti a ragazzi e bambini coetanei e che dietro ad ogni angolo, dietro ad ogni negazione dell’altro, dietro ad ogni esclusione si nasconde un’ombra.
Anche questa volta amo Cuneo per aver organizzato, sia per i ragazzi che per gli adulti, un appuntamento per farci riflettere. La Shoah delle ragazze è un progetto curato da Matteo Corradini con il quale si darà voce alle parole di quattro ragazze: Anne Frank, Esther (Etty) Hillesum, Ilse Weber e Inge Auerbacher. “Quattro bambine, ragazze, donne diverse accomunate solo dal dolore e dalla voglia di uscirne. Quattro storie parallele nella storia della Shoah, con parole che si richiamano e ritornano”.  
L’evento verrà replicato tre volte venerdì 19 gennaio all’interno del Cinema Monviso. I primi due appuntamenti delle 9.00 e delle 11.00 sono rivolti alle scuole. Il terzo alle 18.00 è gratuito ed aperto al pubblico ma è necessario prenotare il proprio posto iscrivendosi all'evento. Il biglietto che verrà inviato via mail garantirà l'accesso alla sala (consentito fino ad esaurimento posti) fino a cinque minuti prima dell'inizio dello spettacolo, quindi entro le ore 17.55. Dopo tale orario, i posti che risulteranno non utilizzati saranno messi nuovamente a disposizione del pubblico che si presenterà in sede senza aver prenotato. Purtroppo visto la quantità dei biglietti rimasti nel momento di redazione del presente articolo che avrei voluto programmare almeno la scorsa settimana, temo molti di voi non potranno trovare i biglietti.

“Di sicuro la lontananza tra loro [i ragazzi] e questi eventi della storia è molto forte, più forte di quello che sentiamo noi, perché noi in qualche modo, noi della mia generazione abbiamo avuto la possibilità anche di incontrare dei Testimoni di ascoltare la storia da una posizione più privilegiata probabilmente. E invece per loro, per molti di loro, per molti ragazzi la storia e la Shoah sono degli episodi lontani nel tempo, come episodi di due tremila anni fa probabilmente.Allora il rischio è che li sentano davvero lontani; allora credo che una delle possibilità sia proprio quella di passare attraverso le storie personali e le storie spesso sono quelle che ti lasciano più segni addosso sono anche quelle in cui possiamo trovare qualcosa di noi.
Le storie dei loro coetanei per esempio sono importanti; se un ragazzo a 11 anni legge che cosa è successo a un ragazzo di 11 anni 70 anni fa, forse riesce a capire qualcosa, se una traccia di quello che successo può rimanergli dentro.
Io non uso mai la parola identificazione perché credo sia impossibile identificarsi in una persona che ha sofferto nella Shoah e nessuno libro potrà mai aiutarci a farlo e nemmeno nessun laboratorio di didattica della memoria deve aiutare i ragazzi a identificarsi perché così sarebbe poco rispettoso di chi ha sofferto per davvero però avvicinarsi con gli occhi più aperti quello è una cosa che si può fare”.
(Matteo Corradini)