lunedì 12 dicembre 2016

Una delusione


Ed eccomi qui a descrivere la prima delusione cocente nella Granda: il mercatino di Natale di Busca.
La delusione nasce, probabilmente, dall'alta aspettativa nella manifestazione.
Pur essendo sempre stata una parente stretta del Grinch, adoro lo shopping e i mercatini natalizi.
L'anno in cui trascorsi due giorni a Londra durante il periodo natalizio, avrei speso l'intero week end rinchiusa a Winter Wonderland ad Hyde Park...dovunque palline natalizie di fogge assurde, musica, dolci, alberi di Natale...un sogno ad occhi aperti. 
Non mi aspettavo la ricchezza di Londra e nemmeno di replicare la triste esperienza che feci ad Aosta; pensavo avrei trovato, come indicato sul volantino,"le bancarelle con i prodotti di nicchia, sia di artigianato, con espositori provenienti da tutto il Piemonte. Anche i commercianti locali espongono le loro merci nei gazebo esterni".
In realtà, tutto il centro storico accoglieva le bancarelle dei negozianti di Busca che hanno cercato di allietare il periodo prenatalizio di questo piccolo paese.
Ad onor del vero, erano presenti alcuni venditori di prodotti alimentari, con tanto di bandiera occitana in bella vista, ma mancava del tutto il settore artigianale. Sarà perchè sono una vera appassionata (leggesi fissata) di prodotti naturali per la cura del corpo, ho notato l'assoluta assenza di aziende del territorio (Asineria dei Colli e La Rupe tra tanti) che avevo trovato presenti in realtà anche più piccole. Non pensavo ci sarebbero stati chalet di legno, ma un piccolo mercatino con prodotti tipici, come quelli già trovati alla Festa dell'Aglio di Caraglio che ospitava prodotti davvero particolari.
Sul piazzale della chiesa c'erano i piccoli cantori, alcuni (poveri) cavalli travestiti da renne portavano i bambini a zonzo.
Interessante lo spazio dedicato ai mestieri, con volontari solerti a dare spiegazioni accurate.
La presenza di alcuni personaggi pittoreschi (Prezzemolo) ed il clima festoso, hanno reso meno cocente la delusione ma il prossimo anno se verrete a Busca aspettandovi di trovare un vero mercatino natalizio ne verrete fortemente delusi.


domenica 4 dicembre 2016

Sic2016 : Scrittori in città

Confesso.
Prima di diventare pendolare, non avevo mai sentito parlare della manifestazione di cui vi parlerò adesso...eppure chi scrive è una grande amante del Festivaletteratura di Mantova, del Salone del Libro di Torino (sigh), di tutte le fiere librarie dello stivale a cui ho sempre partecipato come spettatrice.
Da un paio di anni, però, venendo spesso nella Granda, ho scoperto Scrittori in Città, trovando tra i partecipanti anche molti autori che amo alla follia; da lì la domanda: come mai non avevo mai sentito parlare di Sic???!?!?
Da quando vivo in questa provincia, sto maturando la convinzione che la Granda possa essere paragonata ad una splendida donna che, pur conoscendo le sue potenzialità, non voglia  farsi notare, accontentandosi di quelli che già la amano di vero amore.
Scrittori in Città può essere paragonato, senza ombra di dubbio, al Festivaletteratura di Mantova: gli incontri si svolgono all'interno della città, si paga un biglietto per accedervi e il territorio, in quei giorni, pulsa di vita ed energia....i volontari di Sic hanno delle belle magliette rosso fuoco e, gentili e sorridenti, vi aiutano ed accolgono a Cuneo nei giorni della manifestazione.
La manifestazione si svolge nel mese di novembre e sono davvero moltissimi gli incontri per bambini che si svolgono all'interno delle biblioteche civiche e negli altri spazi, forse questa la principale particolarità che differenzia Cuneo da Mantova.
Accanto ad incontri e laboratori per bambini, ci sono incontri con autori, spettacoli all'interno dello storico Teatro Toselli, appuntamenti al Baladin, la bellissima birreria di Cuneo da poco trasferitasi nei nuovi amplissimi locali al Foro Boario.
Ma perchè vi parlo di Sic?
Perchè quest'anno ho avuto il privilegio, perchè tale è stato, di essere stata scelta come volontaria all'interno della manifestazione.
La candidatura deve essere inviata secondo le tempistiche che l'organizzazione rende note sul sito ufficiale. Se si viene selezionati si partecipa a due incontri formativi e poi si viene coinvolti nell'organizzazione.
Nonostante il mio lavoro sia costantemente al contatto con il pubblico, sono schiva e timida di indole ma ero davvero curiosa di capire come sia possibile riuscire ad organizzare (e gestire) una macchina enorme come quella di un grande festival come questo.
Ho scoperto, fin dalla prima giornata di formazione, che il cervello (e il cuore) di Sic sono delle persone meravigliose, estremamente motivate, sensibili ed empatiche che riescono, anche in piena crisi, a regalare sempre un sorriso ed un consiglio a tutti.
Il mio primo turno in libreria, accanto a due ragazzi che avrebbero potuto essere tranquillamente figli miei, è stato molto bello: dopo un iniziale (e credo normale) momento di imbarazzo, ci siamo ritrovati a parlare di libri e passioni mentre cercavamo di contenere le classi che entravano, come un'onda interminabile, tra un incontro e l'altro.
Bellissimo e molto stimolante il secondo turno al bancone informazioni perchè mi ha permesso di entrare direttamente in contatto con il cuore pulsante della manifestazione : vedere gli autori che amo, parlare con le persone legate a me da un invisibile filo di passione per la lettura, vedere all'opera il nucleo operativo...
Sono stati dei gorni preziosi, che serberò nel mio cuore con molto amore e riconoscenza.
E' un'esperienza che consiglio a tutti i cuneesi che amano i libri, a tutti i ragazzi che adorano la lettura e a tutte le persone il cui cuore è pieno di passione per la letteratura.
Grazie Cuneo ❤️


sabato 26 novembre 2016

Non solo You can eat : Kombu a Cuneo

E se, nel cuore della Granda, fossimo presi dall'irrefrenabile voglia di un buon sushi ma, convinti di trovarci in mezzo al nulla, stessimo perdendo le speranze?
Io vi esorto a non perdere le speranze perchè non siete nel limbo ma in una provincia che, scoperta lentamente, sa regalare meravigliose sorprese, tra queste anche Kombu.
Da ligure non ne avevo mai sentito parlare perchè, ho scoperto poi, Kombu fa parte di un gruppo di ristoranti di sushi sparsi sopratutto in Piemonte, con due sedi a Roma ed una a Milano.
La prima volta che ci sono capitata, leggendo le recensioni di Tripadvisor, ho convenuto che, come si leggeva nelle recensioni: 1)il locale è freddo 2) il sushi è strepitoso.
Kombu è un ristorante di sushi molto molto lontano dal concetto del classico You can eat; esiste un menù del giorno, se ricordo bene valido solo a pranzo, che vi permette di assaggiare una zuppa e un sushi, con la bevanda, per il resto i prezzi non sono economici e le quantità, se paragonate ai giapponesi che avevo provato sino a quel momento, sono parche.
Il costo di una cena è, alla fine, più alto della media: sul loro sito trovate il menù e i prezzi e confrontarlo con le vostre esperienze.
Allora perchè andare da Kombu?
Perchè se vi trovate in centro Cuneo e non avete più voglia di spostare l'auto è uno dei locali migliori in cui mangiare sushi.
Non dovete aspettarvi un ambiente grande, anzi il locale in Via S. Maria 6, è piuttosto piccolino, non potrete in pieno dicembre, sfoggiare quel bell'abito con le maniche di pizzo perchè le temperature interne non lo permettono, però mangerete uno dei migliori sushi della vostra vita, questo ve lo assicuro.
Se poi, accantonata l'avarizia, vorrete assaggiare anche il dolce, io non posso che spalleggiarvi e sostenervi.



sabato 19 novembre 2016

Mangiare sano in centro Cuneo

Lo ammetto non sono un'amante del cibo sano, trangugio molto più spesso e volentieri di quanto la mia età e la mia stazza suggerirebbero, cibi iper calorici e zuccherini per questo, forse, parrà strana la recensione di questo locale in cui mi ero imbattuta già la scorsa estate.

Oggi ho deciso di concedermi una pausa pranzo da Vitality, che si trova in una traversa di Piazza Galimnberti, nel centro di Cuneo.
Ne sono uscita sazia e soddisfatta, anche se un po' alleggerita nel portafoglio....

La percezione che, io per prima, ho del cibo naturale è che non sazi e non soddisfi e che il rapporto qualità/prezzo sia eccessivo.
Dopo il pranzo da Vitality, in Corso Garibaldi 4, mi sono chiesta se sia corretto quello che il mio stomaco comunica al mio cervello.
Ho speso 13 €, quello che di solito si spende per un menù in un qualsiasi fastfood, ma non ho sentito il bisogno di mangiare "qualcosa di dolce" per tutto il giorno, semplicemente mi sono saziata con un'insalata di kamut, arricchita da semi, una bevanda vitaminica e un buonissimo yogurt.
Perchè ho avuto la sensazione di aver speso tanto?
Forse perchè, sebbene tutti i cibi si siano poi dimostrati più che sufficienti per soddisfare il mio fabbisogno energetico, l'occhio non è abituato a percepire questa tipologia di cibo come saziante e trasmette al cervello una percezione errata.
Per come sono abituata a mangiare, un hamburger enorme e magari intriso di salse, mi comunica un maggior senso di sazietà dell'insalata cosparsa di semi...il gelato mi sembra più buono dello yogurt ma sono convinta che si tratti solo di allenare il nostro palato (e il nostro cervello) a gusti nuovi...
Se siete minimamente incuriositi dalla recensione, vi invito a visitare il sito dell'azienda, con cui viene spiegata la filosofia che sta dietro il locale, e se siete di passaggio a Cuneo siate amanti o no del cibo sano, a fare una capatina in questo piccolo angolo...credo non ne sarete delusi.



sabato 1 ottobre 2016

Il Village a Savigliano

Oggi voglio condividere con i miei lettori un piccolo segreto, tale solo per chi come me viene da un’altra città (o regione). Vi parlerò di un piccolo locale che si nasconde sotto i portici che abbracciano una delle piazze più belle che mai vi capiterà di attraversare in Italia: Piazza Santa Rosa a Savigliano.
Alla fine di questa piazza, volgendo le spalle alla statua del prodigioso Santorre, e percorrendo poi Via Alfieri, un piccolo locale vi aspetta. Il suo nome non evoca quello che vi regalerà ma, ve lo assicuro, non vi pentirete di esservi seduti qui e di aver assaggiato uno qualsiasi dei piatti che il Village prepara. Ringrazio il mio datore di lavoro, e i colleghi, per avermi costretta a pranzare qui nella lunga pausa estiva della mensa.
Lo ammetto:  dall’esterno, tra tutti i locali che si trovano nel centro di Savigliano non avrei forse scelto il Village ma una volta provato non l’ho più lasciato. La particolarità di questo locale è quella di variare costantemente il menu: pranzando qui anche per giorni di seguito raramente vi capiterà di sentire Mario, il proprietario, recitarvi lo stesso menu che è ricco di primi dalle combinazioni imprevedibili ma deliziose, secondi fantasiosi, piatti vegetariani e dolci che non potete assolutamente non provare. Per quello che offre alle vostre papille gustative, il prezzo è irrisorio e supera raramente, per un pranzo composto da un piatto abbondante (primo o secondo), acqua, caffè e dolce i 12 €. L'unica e la sola perplessità, riguarda la mancanza di pane al tavolo nel caso in cui scegliate un primo anzichè un secondo, scelta mai compresa ma non ho mai verificato se, in caso di richiesta, il pane venga portato. Mi è capitato di pranzare qui sia durante la settimana che il sabato e se proprio devo trovare una pecca al locale, sono costretta ad avvisarvi che, abbastanza spesso, il servizio è lento e non è raro che, dall'ordine al pranzo, trascorrano anche più di venti minuti.
Il Village Art Caffè, come accennato, si trova a Savigliano, in Via Alfieri 8. E' raggiungibile in pochi minuti a piedi da Piazza del Popolo, dove vi consiglio di parcheggiare l'automobile perchè vicino al locale non troverete facilmente un parcheggio. Se il gruppo è numeroso vi consiglio di prenotare perchè, soprattutto nel periodo estivo e in orario di pausa pranzo, il locale è sovente affollato. In inverno, poi, i tavoli all'esterno sono accessibili sono se sopportate le temperature dell'inverno della Granda, quindi i posti a disposizione diminuiscono ulteriormente. L'atmosfera all'interno del locale è famigliare e l'ambiente interno, forse perchè non particolarmente grande, è a volte rumoroso. La clientela è eterogenea : uomini d'affari, famiglie con bambini, coppie, raramente, almeno in orario di pranzo, compagnie numerose di giovani.


Village Art Cafe



                                                 



sabato 24 settembre 2016

Bar Ricky : il miglior caffè di Cuneo

Devo ringraziare pubblicamente Silvio, il mio compagno di viaggi blablacar, che ha reso meno gravoso il mio ultimo anno di pendolarismo Liguria-Piemonte, per avermi fatto conoscere questa piccola torrefazione accanto alla stazione di Cuneo.
Quando arrivate in stazione a Cuneo troppo presto, in pieno inverno quando è davvero troppo freddo per aspettare sul binario o nell'atrio non propio confortevole, il vostro sguardo corre veloce intorno alla piazza alla ricerca di un punto di ristoro e non so perchè non scorgerete immediatamente la piccola torrefazione alla vostra sinistra.
NO! non andate sotto i portici ma date le spalle alla stazione e guardate a sinistra. Lì nell'angolo davanti al Lungostura c'è il Bar Ricky, una piccola torrefazione che, mi raccontava Silvio, sceglie con cura le miscele.
Non ho mai provato a fermarmi nel bar a mezzogiorno anche se mi hanno detto anche i panini sono davvero molto buoni.
Posso solo raccontarvi le mie colazioni strepitose con cappuccini dalle fragranze profumate e biochè calde e croccanti, servite sempre con un sorriso e tanta tanta gentilezza.
Abbiate fiducia e non lasciatevi ingannare dall'aspetto esterno: appena entrati il profumo del caffè vi racconterà l'amore e la passione del proprietario per il suo lavoro e nessuno vi negherà mai un sorriso e la gentilezza di chi fa il suo mestiere con passione.




lunedì 5 settembre 2016

La diga del Chiotas

Nell'elenco dei lavori che non si immaginerebbero mai, almeno per me, rientra anche quello del "guardiano della diga".
Da ligure (ignorante, forse) non avevo mai sentito parlare della diga del Chiotas, piccolo paese in provincia di Cuneo.
E' grazie ad un amico che una volta al mese si trova all'interno della diga per monitorare lo stato della stessa che ne sento parlare la prima volta.
Ho deciso, per evitare inutili ridondanze, di evitare in questo blog spiegoni che potete trovare altrove e raccontarvi solo ed esclusivamente la mia esperienza e le mie sensazioni.

Per arrivare alla diga, si seguono le indicazioni per Borgo San Dalmazzo, prima, per Valdieri poi.
Dopo aver superato il paese di Valdieri, si seguono le indicazioni per Entracque, salendo su una strada molto ripida che consiglio di percorrere lentamente perchè non è raro l'attraversamento di animali, soprattutto quando cala la sera.
Subito dopo Entracque c'è il Centro Faunistico Uomini e Lupi che confido di riuscire a visitare il prima possibile.
Per raggiungere la diga, visto che la carrabile adesso è chiusa e riservata a chi lavora all'interno della centrale, c'è un sentiero ben segnalato grazie al quale si raggiunge il Rigugio Genova.
Tra i tanti siti in cui viene descritto il percorso, segnalo quello delle Alpi Cuneesi, ricco di fotografe ed informazioni utili.

Credo di essere stata fortunata, perchè oltre allo spettacolo delle montagne lontane viste dall'altro, ho avuto il privilegio di perdermi all'interno dei tunnel scavati dall'uomo per imbrigliare la natura ed assoggettarla.
Vi assicuro che le sensazioni provate all'interno della montagna sono molteplici: per me ha prevalso la paura, sentire sopra di me la montagna, sentirmi circondata da roccia, perdere completamente il senso dell'orientamento (che già mi manca all'aria aperta) però mista alla paura c'era l'orgoglio dell'uomo che ha costruito un'opera così immensa.

Consiglio, senza dubbio una sosta al Rifugio Genova dove abbiamo cenato.
Il ritorno in notturna permette l'osservazione diretta dei capriolo che saltellano allegramente sul sentiero, senza nessun timore.