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lunedì 29 aprile 2019

Fiorfiore Café

Di nuovo non sono riuscita a rispettare i miei buoni propositi. E' un periodo della mia vita in cui le giornate sembrano essere davvero troppo brevi, non riesco a trovare il tempo per concentrarmi su più cose e il blog è rimasto in un angolo, come un pensiero non piacevole o il peluche che amo tanto ma non trovo da tantissimo tempo.
Non posso far passare un altro mese senza scrivere neppure poche righe quindi oggi, dopo la spesa settimanale alla Coop e l'ennesimo pranzo nel nuovo Fiorfiore cafè ho deciso di parlarvene.
Inaugurato il 7 marzo di quest'anno, ha preso il posto del Ke pizza e del vicino bar offrendo ai clienti del punto vendita un servizio aggiuntivo. Trovo comodo conciliare spesa e pranzo veloce, tanto più quando i prodotti sono di buona qualità e con un prezzo ragionevole. All'interno del ristorante si trovano primi, secondi, insalate, macedonie e dolci e il problema delle lunghe attese è stato risolto introducendo il cerca-persone disk. Per chi non conoscesse l'apparecchiatura, oltre ad aggiungere una fotografia all'interno dell'articolo, dirò che il "disco cerca-persone" altro non è che un disco che viene consegnato al cliente al momento dell'ordinazione di un piatto che richiede di essere cucinato. Il cliente, con il suo disco, potrà intanto accomodarsi al tavolo con eventuali pietanze che non richiedono preparazione e con le bevande, le posate e il vassoio. Il disco vibrerà e si illuminerà non appena il piatto sarà pronto. A questo punto sarà possibile ritirare il piatto caldo e cucinato al momento senza rimanere in piedi o cercare di captare il proprio nome in mezzo alla confusione come accade in alcuni fastfood. 
Personalmente non consiglio l'insalata grande perchè è veramente un piatto enorme che si farà fatica a terminare. Se si ha fretta un'insalata piccola, seguita da una macedonia sarà più che sufficiente. Molto buone le crespelle con la ricotta che sono cucinate al momento e costano 4,90 €. Onestissimo ed abbondante il piatto di pasta al pomodoro (€ 3,50) e anche il pesce al forno con verdure grigliate (€ 6,20). Non ho ancora provato la frittura mista del venerdì e neppure l'hamburger che, visto passare, sembrava appettitoso. Non si paga il coperto MA e i contenitori dei piatti già pronti sono purtroppo di plastica. Devo ammettere che le stoviglie scelte per conservare il cibo sono l'unica nota di demerito del locale, almeno secondo il mio punto di vista. Coop da anni cerca di limitare i rifiuti, è stato uno dei primi punti della grande distribuzione ad inserire i detersivi sfusi e nel ristorante si producono davvero tanti (troppi) rifiuti di plastica. L'insalata è confezionata in contenitori interamente in plastica, stessa cosa le monoporzioni delle macedonie. Non dubito che tutta la plastica verrà riciclata ma avrei visto meglio l'utilizzo di ciotole e piatti biodegradabili.
Il Fiorfiore café è aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 8.30 alle 20.

Crediti sulle immagini.
Le immagini dell'hamburger e dell'insegna arrivano da qui; quella del cerca-persone da qui


domenica 3 febbraio 2019

Key e bee: ramen e sushi a Cuneo

Non lo si nota subito il piccolo giapponese da asporto ospitato in via Cavour a Cuneo. Io ci sono arrivata grazie a Google Maps che, vista la mia predilezione per i ristoranti etnici, mi aveva segnalato il locale. All'esterno non trovate insegne luminose o cartelli ma un noren, la tenda che viene usata in Giappone per indicare la presenza di un ristorante o di un negozio. Varcata la soglia ci troviamo davanti il bancone dietro al quale vengono preparati molti dei nostri piatti. Sulla destra due piccoli tavolini e lungo i lati liberi del locale due mensole con sgabelli che riescono a regalare altri posti a sedere. Vista la disposizione degli arredi e i posti a sedere che, se ho contato bene, sono dodici, appare evidente che il locale sia idealmente più vicino ad un chiosco che ad un all you can eat.  Se avete visto Le ricette della  signora Toku, il bellissimo film di Naomi Kawase, riproverete le medesime sensazioni attraversando la soglia del Key&Bee.
I ragazzi oltre il bancone sono sorridenti e cordiali, lo spazio raccolto agevola gli scambi di opinioni tra commensali. Durante la mia prima sosta, il posto al bancone accanto al mio era occupato da un ragazzino appena uscito da scuola. Lo accompagnava la madre che associava ogni piatto a spiegazioni accurate. Il ragazzo non riusciva a nascondere il suo entusiasmo durante il pranzo e ad ogni boccone gli elogi e le esclamazioni di approvazione per il cibo risuonavano nel locale. Ho saputo in questo modo, grazie a questa condivisione entusiastica,  che la salsa di soia non è acquistata ma prodotta direttamente. Mi è piaciuta questa atmosfera domestica di condivisione e tranquillità, lontana dalla voglia di ingurgitare il più possibile per ammortizzare l'aver pagato poco ma consumato molto. Da K&B il cibo si assapora lentamente perchè è buono, perchè ci avviciniamo a sapori che credevamo di conoscere ma risultano amplificati ed impreziositi dall'uso di materie prima di qualità e da piatti presentati con estro e fantasia.
La pagina Facebook non è aggiornata, è molto scarna e ci sono poche fotografie di piatti. Questi ragazzi lavorano duro, non credo abbiano troppo tempo per occuparsi anche dei social che sarebbero anche da rivalutare per l'impatto che hanno nel direzionare le nostre scelte. Quindi, ribadisco come rafforzativo non cercateli su Facebook ma piuttosto su Instagram sul quale pubblicano anche eventuali variazioni di orario. Andate al n. 5B di Via Cavour, entrate e se trovate posto assaggiate qualcosa subito, se non c'è posto fatevi fare una box, portatela a casa e mangiatela...vi innamorerete perdutamente.
Se adorate il ramen qui ne troverete di eccellente ed anche se è fortissima la tentazione di inserire nell'articolo una scansione del menù, non avendolo trovato sulle loro pagine pubbliche credo non sia corretto inserirlo in un blog. Preferisco dirvi che merita un assaggio, che il costo è contenuto (9 €), che potete anche assaporare il ramen vegetariano ma se non avete problemi di intolleranze alimentari o siete onnivori non avrete che l'imbarazzo della scelta e troverete tantissime guarnizioni: pancetta, costine caramellate, gamberi e salmone alla piastra, pollo in panko. Accanto al ramen il K&B offre una vastissima scelta di sashimi, nigiri, hosomaki, futomaki, temaki, uramaki.
Personalmente mi sono innamorata della tartare Key & bee:  in una cupola di riso vengono incorporati salmone, avocado, pomodorini tagliati a cubetti molto piccoli, il tutto condito con olio d'oliva, sesamo e arachidi sbriciolate. Vista e gusto vengono saziati quasi simultaneamente perchè la presentazione dei piatti è precisa, accurata ma al contempo minimalista. Vorrei potervi raccontare di aver assaggiato mezzo menù così da poter consigliare il piatto migliore ma non è così perchè sto privilegiando la qualità a scapito della quantità e credo passeranno parecchi mesi prima di poter aggiornare la recensione o magari scriverne una nuova con la top ten dei piatti.
Per due volte abbiamo utilizzato il servizio da asporto e funziona egregiamente. L'unico consiglio che posso darvi in merito è quello di prenotare l'asporto con un po' di anticipo, sicuramente almeno un paio di ore prima. Soprattutto nel fine settimana le ordinazioni sono molte e può accadere che non riescano ad evadere quelle dell'ultimo minuto. Sul menù esistono anche dieci piatti che vengono fatti solo se prenotati il giorno prima. Li elenco per stimolare la curiosità, ammettendo di non averli ancora provati. Sono tutti elencati tra gli uramaki speciali: crab roll, vitello tonnato, salmon bagna cauda, ebi tempura mojito, salmon mojito, capesanta roll, ebi anguilla, rainbow roll ( e questa prima o poi la voglio provare perchè contiene pistacchi, salmone e avocado), tempura bagna cauda, uramaki tartare salmone. Alcuni sono palesi rielaborazioni adattate a gusti piemontesi, non potrebbe essere diversamente vista la presenza di bagna cauda. Apprezzabile il desiderio di fondere i gusti e sperimentare.
Lo so che volete sapere quando si spende da K&B.  In due spendiamo mediamente intorno ai 28-30€ mangiando 1 ramen, 1 tempura, 1 tartare e 1 sushi, generalmente uramaki da sei e bevendo acqua e te. Le box sushi da asporto piccole da dieci (10) pezzi costano dai 7 agli 8 €. Quelle medie da  ventidue (22) pezzi costano dai 15 ai 18 €. Interessante la box party da sessanta (60) pezzi che può essere una bella alternativa alla solita pizzata tra amici.
Da K&B si può pagare anche con Satispay che se non utilizzate vi consiglio si scaricare perchè, come vi spiegavo in questo breve articolo, facilita moltissimo i pagamenti.
Il giorno di riposo è il mercoledì, anche se hanno appena pubblicato sulla loro pagina Instagram una modifica per il mese di febbraio. Negli altri giorni il locale è aperto a pranzo dalle 12.30 alle 14.30 e a cena dalle 18.30 alle 22.30. In realtà credo siano già all'interno del locale molto prima perchè l'asporto lo avevamo prenotato alle 18.00. Se decidete di provarlo rimanendo lì a mangiare dovete assolutamente telefonare  prima (0171501764) perchè, come vi dicevo, i posti a sedere sono pochi.
Se lo provate mi scrivete se vi è piaciuto?


venerdì 5 gennaio 2018

La Panetteria Guido Basso a Cuneo

“Vi è mai capitato di percorrere le deserte vie di un borgo alle prime luci dell’alba? Se sì sicuramente siete stati attratti da un inconfondibile profumo che sa di vita. Indica che c’è qualcuno che con il proprio lavoro sta pensando alla comunità; ci segnala che quelle case del borgo hanno una storia e soprattutto un futuro”.
Questo l’inizio dell’introduzione, scritta da Piero Rigucci, presidente dell’Associazione Panificatori Cuneo, ad uno dei libri citati a fine articolo (Panatè). 
Una delle prime cose che ho notato da immigrata ligure, sulla cui tavola natia non mancava mai una bella “sleppa” di focaccia o una pagnotta “marinara”, è stata l’impossibilità di trovare una buona qualità di pane, che durasse nei giorni, fosse gustoso e avesse caratteristiche legate alla provincia che mi ospita. L’immagine della Granda che ho maturato nei quattro anni di pendolarismo era il riflesso di un forte radicamento con il territorio, ai grandi spazi che circondano la città ed ogni centro abitato, all'operosità dei cuneesi che dall'alba al tramonto, curano e coltivano i campi, allevano bestiame, mentre il mondo intorno sembra accelerare a dismisura, sostituendo il concreto con l’astratto. Sarà perché la realtà in cui ho vissuto sino a due anni fa è così diversa, complice anche una conformazione del terreno che ha costretto i miei antenati a costruire terrazzamenti per strappare pochi ettari alla collina, ammetto di continuare ad osservare con stupore tutto questo lavorio nei campi anche se so che il cuneese continua ad essere anche in questo secolo il granaio del Piemonte.
A causa di quanto avevo osservato (ed osservo quotidianamente) mi aspettavo che il pane fosse buono ovunque, saporito, fragrante, particolare. Dopo quasi due anni da cittadina della Granda ammetto di non aver ancora trovato, almeno sotto casa, il panificio del mio cuore ma di essermi imbattuta molto spesso in pane stoppaccioso che si indurisce dopo un giorno e che può essere riutilizzato solo trasformandolo in pan grattato o panzanella. Questo mi dispiace perché sono sempre stata una grande consumatrice di pane perché il suo odore, la sua consistenza, il suo sapore mi fanno stare bene, mi rendono felice. Forse perché appartengo alla generazione che faceva merenda con una fetta di pane con un cucchiaino d’olio, ma non c’è niente di più buono del pane…quando è buono però. 
La scoperta dei due testi di cui vi parlo in questo articolo mi ha portata alla scoperta di forni (e mulini) nel cuneese che utilizzano ancora forni a legna. Ci tengo a sottolineare che non voglio denigrare l’operato degli altri panificatori della Granda ma questi forni hanno qualcosa di speciale e di magico e in quest’epoca di massificazione e globalizzazione trovo che recuperare l’unicità e la particolarità sia un enorme valore e vada rispettato e salvaguardato. Conoscevo già il forno a legna dei Tetti di Dronero, addirittura portavo spesso a casa in Liguria intere pagnotte per farlo assaggiare…così come dalla Liguria continuo a portare la focaccia ai colleghi, perché è bello scoprire nuovi sapori ed odori, perché anche i sapori parlano del territorio e della vita quotidiana. Ma il blog si chiama Io amo Cuneo ed anche se i lettori sanno che mi piace spaziare anche su altre realtà della Granda, in questo articolo parlerò soltanto di uno dei forni di questa città. 
In Via Santa Maria, nel centro di Cuneo, si trova uno dei forni più antichi della città, l’unico con il forno a legna costruito a fine Ottocento: la Panetteria che è appartenuta sino a poco tempo fa alla famiglia Basso. Il panificio è aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30. I giorni di chiusura sono la domenica e il giovedì pomeriggio. Accanto alla produzione di töponin, navet, todeschin biscottate, rubatà e grissini, quasi ogni giorno della settimana è dedicato alla produzione speciale: lunedì integrale di grano, martedì farro, avena, segale, mercoledì amarabnt, giovedì camut, venerdì 5 cereali e orzo. Dovete dimenticare l’auto se volete raggiungere la panetteria. Non parcheggiate l’auto vicino, magari sul Lungostura ma godetevi una bella passeggiata nella splendida via Roma. Poi, appena passato il Comune, svoltate a sinistra e respirate. L’odore del pane appena fatto, soprattutto al mattino, arriva sino all'incrocio con questa piccola via sovrastata dalla tettoia voluta dal consiglio comunale nel 1844 al fine di garantire la continuità del passaggio coperto sino alla piazza delle uve, ora piazza Virginio. L’interno del panificio con le travi di legno a vista, mi ha scaraventata in un film di Fellini, all'Italia che era, quell'Italia di cui ho poca memoria perché ero piccola, ma mi riempie la mente di suggestioni: immagini, parole, suoni rumori di un passato che è ancora presente. Confesso di aver sperato di trovare qui una focaccia simile a quella ligure, ma anche se la qualità è sicuramente migliore di quella degli altri panifici provati sino ad ora, è bel lontana dagli standard a cui ero abituata. Il pane, invece, lo trovo buonissimo: morbido, soffice, profumato, com'era il pane appena sfornato di quando ero bambina.

"Terra, acqua, aria, fuoco: i quattro elementi primordiali si incontrano nel cibo primordiale della storia umana: il pane. Un poema, possiamo dire, cui hanno messo mano cielo e terra". (Cesare Marchi) 

 Bibliografia minima: 
Foco, Giovanna, Panaté : guida ai forni a legna nella provincia di Cuneo : non di solo pane. - Dronero : I Libri della Bussola, stampa 2008.
Restifo, Adriano, Forni a legna e mulini a pietra nel cuneese : un viaggio nel tempo ed un bene da difendere. - [S.l. : s.n.], stampa 2011 (Cuneo : EDIFY)


[Crediti sulle immagini. Le immagini del’interno della Panetteria Guido Basso sono tratte dal volume Panatè]



venerdì 17 novembre 2017

Buscaje: ristorante e pizzeria a Busca

In una piccola via di Busca, in via Massimo D'Azeglio al numero 13, ha aperto nell’estate di quest’anno un ristorante/pizzeria dall'arredamento molto curato e particolare. Il locale è composto da due sale abbastanza capienti con tavoli ampi e confortevoli. La sala di accesso ospita anche il bar. Il menù non è molto vasto ma in quattro pagine si intuisce la mission del locale: trasporre sapori ed odori siciliani in terra piemontese. L’atmosfera del locale è decisamente informale, il proprietario affabile e il personale gentile e preparato. Posso, in questo breve articolo, dare un’immagine a tutto tondo perché sono stata al Buscaje in più occasioni e in diversi momenti ed orari. Cominciamo dall’aperitivo. Trovandosi circondato da locali più di tendenza che sopravvivono sul rito dell’aperitivo e dell’apericena diciamo che non consiglierei di venire al Buscaje per l’aperitivo anche perché non è su questo che punta il locale. 
Le pizze invece sono ottime: impasto sottile e croccante, farcitura con accostamenti non banali. L’ho assaporata con piacere e mi sono lasciata conquistare anche dai profumi mediterranei e dai colori. Sono rimasta perplessa dal servizio da asporto perché i tempi di attesa mi sono sembrati decisamente esagerati per una pizzeria in un piccolo centro: la prima sala del locale era vuota, il ristorante aveva appena aperto, erano le 19.00, e non era un sabato sera. Non ho capito perché il tempo di attesa fosse superiore all’ora e il proprietario del locale, molto gentile in altre occasioni, in quel contesto si è dimostrato non troppo collaborativo e scostante, immagino di essere incappata in una di quelle giornate “storte” che capitano a tutti. 
Come ristorante promuovo Buscaje con un onesto sette. Durante una cena, essendo in due, abbiamo avuto la possibilità di provare entrambe le tipologie di antipasto, di terra e di mare: entrambe regalano un ottimo accostamento di sapori e una mise en place accurata. Ben cotta la pasta e non troppo abbondante il piatto, superlativo il tiramisù al pistacchio. Il locale è aperto dal mercoledì alla domenica dalle ore 18.00 alle 2.00, accetta come pagamento anche le carte di credito ma non Satispay. Non dispone di un parcheggio esterno ma è facilmente raggiungibile a piedi in poco più di cinque minuti sia parcheggiando l’auto in via Milite Ignoto, tra la scuola e l’ingresso secondario del Lux, sia in Piazza Fratelli Mariano. 
Ma quanto si spende al Buscaje? La sera in pizzeria, che comprendeva due antipasti, due pizze, due coca cole, ci è costato 25 € a testa, la cena con due antipasti, due primi, due birre, circa 30 € a testa.


domenica 2 aprile 2017

In&Out a Cuneo

Credo di essere passata davanti a questo nuovo locale, aperto a Cuneo nel mese di gennaio, almeno 10 volte senza notarlo assolutamente. Quindi i miei ringraziamenti vanno all’articolo di Targato Cuneo che me l’hanno fatto conoscere e cercare. Siamo a inizio di Via Dronero, davanti alla piccola Libreria dell’Acciuga e poco prima del blasonatissimo Bove’s, di cui prima o poi scriverò una recensione. In&Out non è un locale grande : ci sono due piccoli tavolini e, lungo la vetrata, tanti sgabelli ci invitano alla sosta. Il proprietario mi accoglie con gentilezza ed un pizzico di timidezza, credo dovuta alla giovane età. Il menù è stuzzicante e vario e coniuga, con successo, le eccellenze del territorio cuneese con un alimento legato all’immaginario della mia generazione: il bagel. Metà dei protagonisti delle serie TV e dei film americani che ho guardato negli anni mangiavano bagels: mangiava bagels una giovanissima Winona Ryder alle prese con una madre ingombrante come Cher in Sirene, Carrie e le sue amiche, oltre a bere continuamente Cosmopolitan, mangiano frequentementte bagels, molto spesso da asporto, mentre passeggiano su scarpe tacco 12 in mezzo ad una New York sfavillante. Quindi come non sentirsi affascinati nel ritrovare, in centro Cuneo, un locale che riesce a farci sentire protagonisti di una pellicola hollywoodiana? 
Il menù presenta moltissime combinazioni con ingredienti di provenienza da eccellenze del territorio e non trascura sperimentazioni come il pane al carbone vegetale. Tra le proposte, trovo interessante il tris a 11 € che permette di provare tre tipi diversi di bagels. Anche la carta delle birre offre una buona scelta. Il bagel che scelgo arriva servito su elegantissimo piatto di ardesia con tanto di “sbaffo” da alta cucina: nulla è lasciato al caso e tutto è ancora più evidente non appena si dà un morso al panino: ingredienti freschi, ottima combinazione dei sapori e ricercatezza nel trovare abbinamenti particolari. Purtroppo, essendo l’unica cliente presente, non me la sono sentita di fotografare il menù, cosa che generalmente faccio, per poter poi elencare i piatti che, a mio parere sono più interessanti. Sicuramente In&Out a Cuneo strizza l’occhio, anche nella scelta della mise en place, al torinese Sedici 10 bagel dove esiste il menù a 10 € con bagel a scelta e bibita analcolica. Qui a Cuneo, al momento, non è ancora possibile gustare un ottimo panino gourmet ad un prezzo popolare: un bagel costa minimo 10 €, se a quello aggiungete una birra (5€) e una fetta di dolce di tradizione americana (Red velvet o cheese cake) un pasto vi costa 20 € tondi, almeno questo è quanto ho pagato l’11 marzo.
Gli ingredienti sono sicuramente di ottima qualità, il panino gourmet viene presentato con molta ricercatezza ma ritengo il prezzo al di sopra della media, soprattutto se confrontato con proposte simili ed altrettanto ricercate non troppo lontane da Cuneo. Se poi come termine di paragone non vogliamo spingerci sino al Sedici 10 di Torino, ma rimaniamo su una tipologia di cibo simile, spostandoci di pochi metri più avanti lungo Via Dronero, riusciamo a consumare uno street food di qualità eccellente ad un costo inferiore. Consiglio vivamente ai proprietari, se non vogliono far perdere a Cuneo un bel locale come In&Out due possibili strategie: o abbassare il costo del bagel o di introdurre una formula menù simile a quella torinese, che unisce al bagel, una bevanda analcolica e il caffè ad un prezzo non superiore ai 10 €.

Doveroso aggiornamento all'articolo.
Scritto venerdì 28 aprile 2017 alle ore 21.25
Pur rimanendo dell'idea, assolutamente personale e non necessariamente condivisibile da tutti, che il costo di un bagel, nonostante l'ottimo servizio, la cortesia del proprietario e la qualità degli ingredienti, sia al di sopra della media per uno street food, anche se servito al tavolo, trovo doveroso pubblicare le precisazioni che Alessio mi ha inviato. E' così raro ormai, trovare persone in grado di rapportarsi con il prossimo in maniera così pacata e cortese come ha fatto con me il proprietario di In&out, che diventa per me imperativo fornire ai lettori gli elementi che non avevo preso in considerazione paragonando In&out a Sedici 10 di Torino.
Buonasera, Sono Alessio, il proprietario di In&Out di Via Dronero. Le scrivo in quanto ho letto il suo articolo e la cosa mi onora molto e la ringrazio per le belle parole che mi ha dedicato ma vorrei puntualizzare un paio di cose: Ha fatto diversi paragoni tra noi ed il 1610 di Torino, locale in cui sono stato diverse volte ma dal quale non ho copiato nulla anzi ciò che offro io è totalmente diverso, a partire dal servizio al tavolo, servizio che noi diamo e loro no. Io utilizzo, come lei ha scritto nel suo blog, piatti di ardesia e posate in inox, mentre i loro piatti sono di plastica simil-ardesia e posate anch'esse di plastica. Inoltre i clienti hanno la possibilità di usufruire del wc. Passiamo poi ai prezzi che in linea di massima sono gli stessi, anzi loro ne hanno alcuni più cari ma se guardiamo una media del valore degli scontrini i miei sì, sono più alti in quanto io ho birre di un altro livello ed in più il cliente può anche consumare dolce e caffè. Inoltre un mio panino potrà per alcuni essere costoso ma sicuramente non caro per gli ingredienti e la ricerca con i quali viene creato. Ciò che le ho scritto non vuole essere una critica, un offesa o insinuare che il mio locale sia meglio del loro in quanto ho molta stima e ammirazione per i proprietari del 1610. Ho solo voluto farle notare delle piccolezze che fanno la differenza fra noi e loro. Con questo la ringrazio nuovamente di cuore e, se le fa piacere, la invito a tornare di nuovo a trovarci, almeno per dare un'occhiata alle novità in carta.

mercoledì 15 febbraio 2017

Just Pasta a Cuneo

L'articolo che sto scrivendo in questo momento, dedicato al locale in Via XX Settembre a Cuneo è decisamente post datato, in realtà parlerò del pranzo più recente ma mi sono innamorata di questo locale quattro anni fa. Prima di tutto l'idea di creare un ristorante basato su quello che per noi italiani è l'alimento principale mi era sembrata geniale e scontata nel contempo. Quante volte, ragionando su possibili alternative lavorative, sulle scie del libro di Roddy Doyle "Due sulla strada", avevo immaginato di avere un furgoncino parcheggiato sul lungomare della mia città e vendere pasta al pesto, acciughe fritte e testaroli.
Confesso di non aver controllato se ci troviamo davanti a una catena, ad ogni modo se vi trovate a Cuneo e avete voglia di mangiare pasta vi consiglio questo locale. Via XX Settembre è vicinissima al cuore di Cuneo, da Piazza Galimberti, con lo sguardo perso sulla Bisalta, girate a destra ed imboccate una delle prime traverse sulla sinistra. I genovesi si sentiranno quasi a casa imboccando questa via. Il locale è a circa 400 metri dopo la svolta, sulla destra. Salite tre gradini e vi ritrovate nel regno della pasta: l'ingresso ospita lo shop e l'arredamento, dai lampadari ai soprammobili richiama spesso questo alimento. L'ambiente è semplice e raffinato, con tavoli scuri, sedie, tovaglie e tovaglioli bianche. Alle pareti i poster, tutti con sfondo verde, sono dedicati alla pasta. Il servizio è rapido, veloce e preciso solo la musica di sottofondo, a mio parere è un po' troppo alta, ma forse di sera, quando il locale è pieno la percezione è differente. 
Il menù è semplicemente spettacolare: è possibile scegliere tra una varietà di paste praticamente infinita, combinando la quantità, il tipo di pasta, il condimento. Nelle prime pagine ci viene spiegato che è possibile scegliere il formato che si riferisce alla pasta pesata a crudo: 100 gr è considerato il formato ridotto, 200 gr è il  just e 300 gr il  maxi. Posso darvi un consiglio spassionato? La prima volta non andateci da soli ma in gruppo perchè nonostante la scelta tra una moltitudine di condimenti classici, con carne, con pesce, con verdure, con formaggi e speciali alla fine un piatto di pasta costa mediamente 8 € e se ci aggiungete l'acqua e il caffè arrivate a spendere anche 13 € (senza dolce) ma in gruppo c'è un'opzione meravigliosa: il giropasta. Cos'è il giropasta? In pratica per 18 € vi portano pasta a volontà, praticamente finchè non griderete pietà. La pasta arriva in tavola in bellissime pentole di rame ma, purtroppo, non potete scegliere il tipo di pasta e neppure il condimento, decide il cuoco che, dopo circa due ore, comincerà a tentare di tramortirvi con paste alla panna, gorgonzola e tutti gli ingredienti grassi e pesanti che riuscite ad immaginare. 
Personalmente ho provato questo locale sia da sola, che in gruppo, sia di sera che in orari improbabili per gli altri locali, soprattutto di Cuneo (13,45); è capitato di non riuscire a mangiare in tempo per sovraffollamento e il manager del locale ci ha dato un buono da utilizzare quando avremmo voluto. Lo promuovo in pieno e lo consiglio anche se, da soli, il prezzo forse non è propriamente popolare: quest'ultima volta, in cui mi sono lasciata tentare dalla carta dei dolci fatti da loro, ho speso 17 € ma la pasta era molto buona e il  piatto curato, l'ambiente tranquillo, il servizio veloce e il personale estremamente gentile.




Crediti sulle immagini: le fotografie sono quasi tutte mie tranne quella inserita nel post e quella con il logo nel collage qui sotto, che trovare sulla pagina Facebook di Just Pasta.




venerdì 20 gennaio 2017

Pizze enormi in mezzo al nulla

Accade che, in piena ricerca di una casa in affitto, quando le spighe di mais che nascondono alla vista l'orizzonte trasportano il guidatore nella provincia americana di kinghiana memoria, ci si imbatta, praticamente in mezzo al nulla, in una pizzeria il cui nome Il Portico e le cui recensioni su Tripadvisor, invogliano alla sosta. Peccato che il giorno della settimana (sabato) non abbia assecondato i nostri desideri e la nostra curiosità . Da qui deriva il primo consiglio che vi dò se vorrete provare questa pizzeria: nel fine-settimana prenotate in anticipo perchè raramente troverete posto. Sono passati un po' di mesi da quel giorno sfortunato e, dopo aver cenato un paio di volte alla Gerbola (non so perchè io non riesca a chiamarla Il Portico) posso dare un parere imparziale e spassionato su questa pizzeria.
Se non conoscete bene la zona, la pizzeria non è ben segnalata e senza navigatore forse si può avere qualche difficoltà a trovarla. Dalla strada provinciale è visibile ma, provenendo da Cuneo, non ci sono insegne che segnalano la svolta a destra, quindi appena compare il cartello Gerbola, suggerisco di rallentare per non mancare la piccola stradina sterrata che vi porta all'ampio parcheggio. Nella stagione estiva, oltre all'interno, c'è un'ampia veranda con vista sul...miglio verde. Polemica a parte sulla vista (eh sì...noi abbiamo il mare!), posso dire che le pizze sono davvero enormi e gustose: personalmente faccio fatica a finirne una ed essendo una buona forchetta questo significa che la dimensione di una pizza è superiore alla media.
Il menù pizze è molto ricco: quattro pagine con farciture molto varie e prezzi dai 4,50 € per la semplice marinara ai 9,50 € per la stranissima e personalmente molto temuta pizza alla lumaca provenzale (con variante lumaca e porri) senza trascurare le eccellenze del territoio che regalano...no, non la pizza alla bagna caouda,che però ho controllato ed è immancabilmente presente nel menù della Gerbola 😔, ma quando parlo di eccellenze del territorio alludo alla pizza Cuneo con la bufala di Caraglio e il crudo di Cuneo. Eh sì, perchè anche nella Granda c'è la bufala e non ha nulla da invidiare a quella campana. La storia dell'imprenditore che ha rinunciato ad allevare le frisone è molto bella e poetica, avevo letto un articolo su Gambero Rosso tempo fa e mi era piaciuto molto il racconto di questa famiglia. Non voglio però divagare e parlarvi dell'azienda Morris, magari ci farò un post in seguito...torniamo a parlare della pizzeria.
Le pizze molto grandi e saporite sono un motivo sufficiente per venire a provare questo locale ma, a mio parere, vale la pena solo se siete di strada...con tutti gli ottimi locali della Granda, anche se amate la pizza, non consiglio di mettervi in auto e raggiungere la Gerbola. Perchè? Perchè una buona pizza, e un locale carino, non giustificano comunque un conto medio alto (ovviamente secondo gli standard della Granda, non quelli liguri!), un servizio lento e altre piccole cose che, però, fanno la differenza. In primis la pessima coca cola alla spina, completamente sgasata l'unica volta che è stata presa, e di cui stiamo ancora attendendo la sostituzione, quindi il costo delle birre e ultimo ma non meno importante, il fatto che Il Portico si trovi lontano da Cuneo.
Perchè andarci? Se siete nei dintorni, se atterrate a Levaldigi e, dirigendovi verso Cuneo, avete una voglia irrefrenabile di pizza può essere una delle alternative, anche se non la sola.




domenica 8 gennaio 2017

Bar Trattoria Belvedere

Recensione postdatata ma sempre attuale perchè, dopo la prima volta, mangiamo spesso in questa piccola trattoria di Busca.
Il primo appoccio gastronomico con questa cittadina ci aveva visti ospiti della più rinomata e conosciuta Trattoria Santa Maria, vicino all'omonima porta, di cui forse parlerò in un altro post.
In pieno trasloco, ancora senza mobili e senza cucina, quando ancora la temperatura esterna permetteva o meglio, invogliava, ad uscire ci siamo ritrovati a vagare a Busca e, dopo aver letto un paio di recensioni su Tripadvisor, ci siamo avviati verso piazza Mariano. Accanto alla Pizzeria I Due Mondi, si trova la Trattoria Belvedere, incassata al piano terra di un edificio residenziale che sembra abbastanza recente. Lo ammetto: esitiamo ad entrare perchè dall'interno proviene musica caraibica (scopriremo poi che periodicamente si svolgono all'interno del locale serate a tema con tanto di luci simil stroboscopiche) e ci aspettavamo un ambiente piàù rustico, però vince la fame e varchiamo la porta.
Ottima scelta della serata, serata a tema appunto, ma il proprietario ci fa accomodare in una saletta attigua, piccola e tranquilla e dopo poco tempo ci vengono portati i menù. Nel caso anche voi, come noi, abbiate letto dei fantastici hamburger di questo locale e non ne troviate traccia nel menù, è perchè nel menù della trattoria non sono presenti i panini: la nostra prima serata al Belvedere, infatti, ci ha visto consumare un primo, un più che dignitoso piatto di insalata ed una grigliata mista che, vista l'abbondanza, ho faticato a finire.
I prezzi sono onesti, diciamo che costa tutto sui 6 €, i piatti sono abbondanti, il servizio è rapido e il personale gentile.
Ma la vera rivelazione del locale sono stati gli hamburger, provati una volta raramente si riesce poi a non tornare. 
Probabilmente per chi vive nella Granda, mangiare regolarmente ottima carne a prezzi relativamente bassi è normale. In Liguria abbiamo alcuni ottimi ristoranti di carne (Le Figge du Baratta nella mia città, e Le Mura di Malapaga a Genova sono tra i migliori che abbia provato da me) ma se ne esce, a parità di alimenti mangiati, abbastanza alleggeriti nel portafoglio. Qui nella Granda non solo è difficile trovare un posto in cui non ci sia della carne cucinata in maniera eccellente, ma i prezzi sono veramente accettabili, quelli del Belvedere, poi, li trovo ottimi.
In questa piccola trattoria di Busca il menù dei panini è abbastanza ricco, la carne è molto buona e, di contorno, ci sono, a scelta, o patatine o anelli di cipolla. Può capitare che una sera, oltre che ai panini nel menù, il cuoco voglia farvi provare qualcos'altro e allora può capitarvi di mangiare della porchetta avvolta in un panino morbido e succoso.


sabato 26 novembre 2016

Non solo You can eat : Kombu a Cuneo

E se, nel cuore della Granda, fossimo presi dall'irrefrenabile voglia di un buon sushi ma, convinti di trovarci in mezzo al nulla, stessimo perdendo le speranze?
Io vi esorto a non perdere le speranze perchè non siete nel limbo ma in una provincia che, scoperta lentamente, sa regalare meravigliose sorprese, tra queste anche Kombu.
Da ligure non ne avevo mai sentito parlare perchè, ho scoperto poi, Kombu fa parte di un gruppo di ristoranti di sushi sparsi sopratutto in Piemonte, con due sedi a Roma ed una a Milano.
La prima volta che ci sono capitata, leggendo le recensioni di Tripadvisor, ho convenuto che, come si leggeva nelle recensioni: 1)il locale è freddo 2) il sushi è strepitoso.
Kombu è un ristorante di sushi molto molto lontano dal concetto del classico You can eat; esiste un menù del giorno, se ricordo bene valido solo a pranzo, che vi permette di assaggiare una zuppa e un sushi, con la bevanda, per il resto i prezzi non sono economici e le quantità, se paragonate ai giapponesi che avevo provato sino a quel momento, sono parche.
Il costo di una cena è, alla fine, più alto della media: sul loro sito trovate il menù e i prezzi e confrontarlo con le vostre esperienze.
Allora perchè andare da Kombu?
Perchè se vi trovate in centro Cuneo e non avete più voglia di spostare l'auto è uno dei locali migliori in cui mangiare sushi.
Non dovete aspettarvi un ambiente grande, anzi il locale in Via S. Maria 6, è piuttosto piccolino, non potrete in pieno dicembre, sfoggiare quel bell'abito con le maniche di pizzo perchè le temperature interne non lo permettono, però mangerete uno dei migliori sushi della vostra vita, questo ve lo assicuro.
Se poi, accantonata l'avarizia, vorrete assaggiare anche il dolce, io non posso che spalleggiarvi e sostenervi.



sabato 19 novembre 2016

Mangiare sano in centro Cuneo

Lo ammetto non sono un'amante del cibo sano, trangugio molto più spesso e volentieri di quanto la mia età e la mia stazza suggerirebbero, cibi iper calorici e zuccherini per questo, forse, parrà strana la recensione di questo locale in cui mi ero imbattuta già la scorsa estate.

Oggi ho deciso di concedermi una pausa pranzo da Vitality, che si trova in una traversa di Piazza Galimnberti, nel centro di Cuneo.
Ne sono uscita sazia e soddisfatta, anche se un po' alleggerita nel portafoglio....

La percezione che, io per prima, ho del cibo naturale è che non sazi e non soddisfi e che il rapporto qualità/prezzo sia eccessivo.
Dopo il pranzo da Vitality, in Corso Garibaldi 4, mi sono chiesta se sia corretto quello che il mio stomaco comunica al mio cervello.
Ho speso 13 €, quello che di solito si spende per un menù in un qualsiasi fastfood, ma non ho sentito il bisogno di mangiare "qualcosa di dolce" per tutto il giorno, semplicemente mi sono saziata con un'insalata di kamut, arricchita da semi, una bevanda vitaminica e un buonissimo yogurt.
Perchè ho avuto la sensazione di aver speso tanto?
Forse perchè, sebbene tutti i cibi si siano poi dimostrati più che sufficienti per soddisfare il mio fabbisogno energetico, l'occhio non è abituato a percepire questa tipologia di cibo come saziante e trasmette al cervello una percezione errata.
Per come sono abituata a mangiare, un hamburger enorme e magari intriso di salse, mi comunica un maggior senso di sazietà dell'insalata cosparsa di semi...il gelato mi sembra più buono dello yogurt ma sono convinta che si tratti solo di allenare il nostro palato (e il nostro cervello) a gusti nuovi...
Se siete minimamente incuriositi dalla recensione, vi invito a visitare il sito dell'azienda, con cui viene spiegata la filosofia che sta dietro il locale, e se siete di passaggio a Cuneo siate amanti o no del cibo sano, a fare una capatina in questo piccolo angolo...credo non ne sarete delusi.



venerdì 5 agosto 2016

Bar Gelateria Corso

Decido di concludere i post della settimana con un'altra pasticceria/gelateria di Cuneo : il bar gelateria Corso, in corso Nizza a Cuneo.

Confesso di esserci passata davanti tantissime volte nelle mie peregrinazioni, ma non mi ha mai ispirato troppa fiducia perchè, ormai viziata dalla magnificenza di altri bar dall'aspetto sabaudo, questi tavolini moderni buttati a caso sotto i portici, il dehors moderno e, soprattutto, i congelatori che espongono i dolci, posti lungo tutto il lato esterno del locale, mi trasmettevano disagio e senso di abbandono.

Poi una sera, girando un po' a caso in una Cuneo deserta e con quasi tutti i locali che siamo soliti frequentare chiusi, in un momento di serendipitezza ho scoperto che cosa nella mia vita era mancato sino a quell'attimo in cui mi sono seduta ad un tavolo del Bar Gelateria del Corso e l'ho assaggiato... il fondente in tazza accompagnato da una diplomatica superba.
E' impossibile riuscire a spiegare la sensazione che dà gustare una tazza di questa prelibatezza, quando fuori ci sono temperature artiche (per una ligure), il tutto accompagnato dall'immancabile dolce.

In estate il Corso è diventato uno di quelli che visito più spesso : capita di aver voglia di cenare con un solo gelato e dopo una giornata di lavoro  questo locale ti accoglie, a braccia aperte, con una carta gelati pressoché infinita.
Personalmente, consiglio i gusti nocciola e pistacchio e il tegolino...insuperabile.

mercoledì 3 agosto 2016

Arione a Cuneo

La pasticceria Arione è stata la mia prima scoperta dolciaria nella Granda.
Ricordo ancora il primo viaggio della speranza di oltre sette ore dalla Liguria a Cuneo e, nell'attesa di essere portata a casa perchè anche l'ultimo autobus era partito,  la cioccolata calda e la meringa di Arione.

L'innamoramento subitaneo per le gigantesche meringhe di Arione mi aveva spinta ad informarmi meglio sulla storia di questo locale e sul loro sito avevo visionato uno spezzone tratto da I compagni di Monicelli, in cui un giovanissimo Mastroianni si siede ad un tavolo all'interno del bar, mentre Piazza Galimberti ammicca in tutta la sua sabauditudine...

Visionando il filmato, si intuisce che l'interno non è cambiato molto in questo mezzo secolo, il film di Monicelli è del 1963. L'esterno è notevole e richiama alla mente le belle pasticcerie di fine Ottocento che si susseguono nella capitale sabauda.
Il sito conferma che le modanature esterne in radica sono originali degli anni Trenta e i piccoli tavolini rotondo all'interno ci fanno immaginare alcuni padri fondatori seduti, come i cavalieri della Tavola Rotonda, a discutere le sorti della nascente Italia.

Leggevo che ad Arione si deve l'invenzione dei famosi cuneesi al rhum che Hemingway, su consiglio del suo editore Arnaldo Mondadori, donò alla moglie che era in vacanza a Nizza.
Non posso, però parlarvi dei cuneesi perchè non li ho ancora assaggiati ma le meringhe, disponibili in diverse varianti, credo potranno conquistare anche il più scettico.
L'equilibrio tra la panna e l'aroma che sceglierete è semplicemente perfetta...la meringa si scioglie in bocca ed le dimensioni sono davvero oltre gli standard classici...



lunedì 1 agosto 2016

Antica Pasticceria Caffetteria Daniele Nadia Cucchetti a Dronero

Chi mi conosce lo sa: mi piace mangiare, adoro i dolci e la pasta, ma non disdegno un pranzo ricco e saporito. Pare strano anche a me che non abbia ancora dedicato un po' del mio tempo a recensire qualche ristorante o pasticceria della Granda; in questi quattro anni ho mangiato in molti posti, in molti dei quali sono tornata più volte perchè hanno fatto innamorare le mie papille gustative.
Non ne ho scritto perchè non pensavo avrei mai vissuto qui e l'idea di aprire una sorta di diario di viaggio, sperando che potesse essere utile a qualche viaggiatore, non mi aveva mai sfiorata.  
Dovendo cominciare, decido di partire dalla mia passione : le pasticcerie.
Per me il rito della colazione è sacro: posso saltare il pranzo, mettere insieme una rapida insalata per la cena ma la colazione non la salto mai. Mi piace svegliarmi e mangiare i cereali della Forneria Artigiana Cavanna, di cui credo parlerò presto, ma se sono di fretta, se non è passata la mezz'ora canonica dall'assunzione del malefico Eutirox e mi ritrovo a dover fare colazione in giro ho identificato, sul territorio, una serie di caffè e pasticcerie in cui vi consiglio di passare.
Parto dalla prima che mi ha fatta innamorare: la pasticceria che si trova sotto i portici di Dronero, in Via Giolitti 41.
Crostatina alle mele
Avevo letto nella pagina che i titolari hanno dedicato alla pasticceria, che il locale aveva ospitato, a fine Ottocento, Giuseppe Galetti pasticcere e sindaco di Dronero a cui viene attribuita la paternità dei Droneresi al rhum.
Scopo di Daniele e Nadia, si legge sempre nella pagina citata, è quello di far tornare il locale ai vecchi fasti.
Mi ero fermata nella loro pasticceria dietro consiglio di un amico ed ammaliata dal canto delle meringhe alla crema sono entrata e mi sono seduta in uno dei tavolini del locale.
"Chiedi e ti sarà dato" potrebbe essere la chiosa che rappresenta al meglio cosa vi attende quando varcate la soglia della pasticceria. Nella vetrina all'ingresso, distese di paste di diversa foggia e colore, profumo di cacao e cannella, e il sorriso di chi vi accoglie e vi indirizza nella giusta direzione. 
Se sono state appena sfornate, non posso che consigliarvi di assaggiare una meringa con la panna ma, nel caso fossero finite, chiedete consiglio a chi vi ha accolto: sapranno consigliarvi al meglio.